Alla Precettoria Errico e Francisco s'imbattono in alcuni monaci vestiti di saio nero e marrone che corrono ed entrano in una specie di ospedaletto. Capiscono subito che in questo posto i monaci antoniani curano le persone affette da Herpes Zoster o fuoco di Sant'Antonio, malattia dovuta soprattutto a carenza di vitamine e alla malnutrizione in genere. Il monaco foresterario annuncia l'arrivo dei due ospiti che, nel giardino del chiostro, attendono l'abate Bernardo in quel momento in preghiera all'interno della chiesa. I due viaggiatori infatti sono arrivati proprio all'ora sesta (circa le 10,45) quando ogni monaco, seguendo la Regola, lascia la propria occupazione e si raccoglie per qualche momento in lodi e canti rivolti a Dio. Nel giardino del chiostro intanto Errico fa conoscenza con ABDEL KARIM (=servo del generoso), un mercante arabo che per la terza volta si ferma a Sant'Antonio per poi proseguire nei giorni seguenti per i mercati d'oltralpe. E' molto amico dell'abate Bernardo anche se di religione diversa e i due, che si conoscono ormai da tempo, provano stima e rispetto reciproco; si scambiano notizie, conoscenze e libri che poi Bernardo, dopo una prima occhiata, invierà alla Novalesa per la traduzione. Finalmente Errico riesce a parlare con l'abate e gli illustra il suo proposito: passare attraverso i boschi rischiando la magia.. Bernardo, con voce calma e suadente, afferma che la magia non esiste. Che è un'invenzione delle nostre paure. E che Errico può decidere seguendo non tanto i consigli di qualcuno, ma semplicemente la voce del suo cuore. - E l'azione del cuore si chiama coraggio - dice Bernardo. E aggiunge - La paura deriva dal non conoscere realmente le cose -. Con questa frase l'abate si congeda ed Errico e Francisco riprendono il loro viaggio attraverso la collina.
Sant'Antonio di Ranverso
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