Durante il percorso che portava alla Sacra Errico si rivolse a Francisco e gli disse: - Non ti senti più felice, più leggero dopo questo incontro? - Sì- rispose Francisco- è vero: mi sento molto più leggero. Soprattutto leggero nello stomaco ora che non abbiamo più le nostre provviste- Non ti devi preoccupare: un po' di digiuno non fa male; tra poco inoltre arriveremo alla Sacra. -rispose Errico. Costeggiarono un pendio dal quale si potevano scorgere in basso due laghi e una natura bellissima fatta di abeti, larici, betulle,querce; di uccelli variopinti che si posavano sull'acqua per poi riprendere subito il volo.

In alto si stagliava la Sacra di San Michele che pareva essere messa lì come una sentinella a guardia dell'intera valle. Cominciava a imbrunire e l'aria si faceva più fresca. Arrivarono all'abbazia per l'ora di cena. Lasciarono il carro nel recinto in fondo alla scalinata e, attraverso lo scalone dei morti, salirono fino al sagrato. Dopo essersi lavati al vicino lavabo si unirono ai monaci nel refettorio prendendo ordinatamente posto ai tavoli disposti lungo il perimetro della stanza, con le panche appoggiate alle pareti.

Prima di sedersi i monaci intonarono un breve canto quindi il cellerario e i cuochi ritirarono i piatti caldi dalla cucina attraverso il passavivande e li portarono ai tavoli dove erano già stati disposti il pane (mezza pagnotta a testa) e il vino (mezzo litro al giorno). Dopo la cena una breve passeggiata lungo il chiostro, una chiacchierata con l'abate priore quindi a letto nel dormitorium. Errico cercò con lo sguardo Francisco ma questo si era già addormentato da un pezzo su una panca lungo il corridoio..

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