Allora le masche fanno segno di seguirle e li guidano attraverso il bosco fino ad un'altra radura. Al centro ancora una grande roccia e sedute intorno numerose di queste strane figure. Sono vestite di stracci, sembrano ammalate, affamate, con i visi smunti. Appena scorgono i nuovi venuti si alzano in piedi, alcuni con fatica, e quella che sembra la più vecchia tra loro avvicinandosi a Errico gli accarezza i capelli poi pronuncia queste parole: - Fate bene a non avere paura. Noi non siamo streghe e non conosciamo magia alcuna. E' la gente che è cattiva con noi. Noi facevamo parte di pellegrini e di viandanti scappati dalla guerra e dalle tribolazioni. Durante il cammino ci siamo ammalate e molte di noi non ce l'hanno fatta. Nei villaggi nessuno ci ospitava: ci gettavano a terra un tozzo di pane secco e ci allontanavano con bastoni e pietre. Abbiamo trovato rifugio nei boschi perchè nei paesi persone come noi non sono gradite, siamo forestiere, siamo diverse e molte di noi parlano altre lingue. E' vero: qualche volta non ci basta ciò che il bosco ci offre e scendiamo di notte nei villaggi per rubare qualche gallina ma soltanto perchè abbiamo fame.. Non siamo in grado di far male a nessuno.. -
Ascoltate queste parole, Errico prese dal carro un po' di vestiti e li distribuì a quelle persone. Inoltre regalò loro tutto il cibo e le provviste che avevano sul carro e un piccolo sacchetto di monete. Quelle strane figure ora piangevano di felicità e s'inchinavano davanti ai due e ringraziavano e alzavano le mani al cielo.. Errico e Francisco risalirono sul carro e ripresero il loro cammino.

