Percorso 1: il Castello 1/2
IL CASTELLO
Il Castello si innalza in posizione dominante sulla collina morenica. L'edificio è il risultato incompiuto di un progetto dell'architetto Filippo Juvarra.

In epoca medievale esisteva già sul luogo una costruzione di una certa importanza, di cui rimangono alcune strutture nei sotterranei del Castello attuale.

Il Castello di Rivoli rappresenta una delle residenze più amate dalla dinastia sabauda, tanto da inserirla nella “corona di delitie”, il progetto di rinascita degli edifici più cari alla corte. In realtà l’interesse dei Savoia per il Castello non si manifestò nel ‘700, ma molto prima, sin dal Medioevo, quando la famiglia ne entrò in possesso. Per la casa Savoia divenne il luogo deputato per importanti incontri ed atti politici. Il primo a immaginare un edificio degno della casata fu Carlo Emanuele I. A lui risale la costruzione del grande castello, progettato dal conte Carlo di Castellamonte, e raffigurato in due stampe del "Theatrum Sabaudiae" (1682). Il castello di pianta rettangolare, con quattro padiglioni agli angoli, era unito a un lungo braccio contenente la quadreria del duca; vi lavorarono il Morazzone e Isidoro Bianchi, del quale ultimo si conserva una bella vòlta frescata. Purtroppo per noi nel 1693 il superbo palazzo veniva messo a fuoco dall'esercito del Maresciallo francese Catinat.

Abbiamo un documento storico che lo conferma, l’attribuzione dei possedimenti di Guglielmo abate dell’Abbazia torinese di San Solutore con un diploma di Federico il Barbarossa, datato 1159, primo documento scritto che cita il castello.

Oppure i documenti che sanciscono il matrimonio di Bianca di Savoia, sorella di Amedeo VI, con Gian Galeazzo Visconti nel 1350.

Al Castello di Rivoli ci fu anche l‘importante incontro tra Amedeo VIII e l’Imperatore Sigismondo.

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Qui inserire cartolina dell'antico castello di Rivoli.
Il cantiere del castello viene affidato al Castellamonte. L'edificio ancora incompiuto viene incendiato nel 1693 dalle truppe del Maresciallo Catinat e distrutto..

Vittorio Amedeo II, progettandone dapprima un semplice restauro e qualche ingrandimento, dovette interrompere i lavori per la nuova guerra del 1704; cessata la quale, furono intensamente ripresi e affidati al capitano e ingegnere militare Michelangelo Garove da Bissone, che vi lavorò dal 1711 alla morte, 1713; al Garove il duca aveva pure ordinato la ricostruzione della Venaria. A lui, e non allo Juvara, come sì è fin qui opinato, è dovuta l'attuale sistemazione del castello. Quando lo Juvara fu chiamato a operare, e progettò, circa il 1718, un meraviglioso edifizio che avrebbe donato a Rivoli una Versailles italiana, l'ala orientale e l'avancorpo centrale erano stati ricostruiti a nuovo, rispettando il più possibile gli avanzi dell'edifizio castellamontano; delle innovazioni juvariane fu realizzata soltanto la parte centrale, che ora si distingue dall'intonaco. Sospesa nel 1719 la costruzione, lo Juvara curò la decorazione degl'interni, nei quali lavorarono gli stuccatori C. Papa e P. F. Somazzo, i pittori G. B. Van Loo, A. Malatto, M. A. Milocco, P. S. Galeotto, F. Minei e altri.

Nel castello di Rivoli veniva imprigionato, dopo il tentativo di riprendere il trono, a cui aveva abdicato, Vittorio Amedeo II. Il castello, passato ai discendenti dei duchi di Modena come feudo dotale di Beatrice di Savoia, sposa nel 1812 a Francesco IV, ed eretto poi in principato da Napoleone I per il maresciallo Ney, è ora proprietà del comune.

Approfondimenti

Storia: Ascesa della casata dei Savoia

Arte: Il Museo di Arte Contemporanea

Eventi: La Rievocazione storica

Curiosità: Gli amori e i tradimenti: cosa sanno le mura del castello
Altro:
lavori dei bambini

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