Il Castello e dintorni

Andiamo alla scoperta dei monumenti più noti di Rivoli. Iniziamo con quello principale, quello che domina la città dall'alto della collina morenica. Poi passiamo ad altri più o meno noti al grande pubblico.
Il Castello e dintorni

Andiamo alla scoperta dei monumenti più noti di Rivoli. Iniziamo con quello principale, quello che domina la città dall'alto della collina morenica. Poi passiamo ad altri più o meno noti al grande pubblico.
Le Chiese

Le Chiese più importanti di Rivoli. Rivoli è stata sede di ben tre conventi con relativi ordini monastici: Cappuccini, Domenicani, Francescani. A volte le Chiese collaboravano nell'accudire i poveri, a volte le rivalità di campanile erano veramente particolari e molto intense.
Le Ville

Una caratteristica di questo Comune. Essere stata per molti residenza estiva di campagna, sarà stato forse per la buona aria di Rivoli? Certo è che fin dal '700 da Torino la nobiltà prima e la borghesia poi trovarono in Rivoli un luovo privilegiato per le case di villeggiatura.'
Vie, piazze e...

Andiamo alla scoperta delle stradine di rivoli e delle belle piazze che la caratterizzano. Ci sono luoghi che emanano un fascino particolare, oppure hanno una storia antica, simile ad una leggenda o talmente curiosa che vale la pena scavare un po' a fondo.

Nel 1906 il Castello di Rivoli ospitò la Grande Esposizione Universale, visitata dagli allora sovrani di Italia, il re Vittorio Emanuele III e la regina Elena del Montenegro. In quell’ occasione furono anche esibiti degli oggetti e dei lavoretti creati dai bambini dell’Asilo Centro. Nel 1907, sotto la presidenza del Conte Nuvoli, vi fu il trasferimento definitivo dell’Asilo in quella che ancora oggi è la sede istituzionale: Villa Arnaud (o villa Pastori); e nello stesso anno arrivarono presso ’Istituto le suore del Cottolengo, rimaste per quasi 100 anni, sino agli inizi degli anni 2000.

Il centenario dell’Istituto, nel 1950, fu caratterizzato da una serie di celebrazioni che suscitarono un cospicuo interesse nei cittadini rivolesi. Furono organizzate feste, banchi di beneficenza, saggi.Anche il Comune di Rivoli, con primo cittadino il Sindaco Luigi Beltramo, sostenne l’Asilo con un contributo straordinario di ben centomila lire, destinati alla costruzione di nuovi locali. Il 14 maggio 2000 l’Istituto festeggia i 150 anni e sin dalla fondazione dell’Istituto sono stati 29 i presidenti che si sono susseguiti.

L’attuale Presidente, Umberto Diamante, afferma: “Il 2020 è l’anno delle 170 candeline, un anno particolarmente difficile a causa della pandemia mondiale dovuta al Covid-19. Abbiamo però raggiunto un traguardo storico, reso realtà grazie a tutte quelle persone che, nell’ evolversi della nostra lunga storia, hanno sempre avuto a cuore i bambini: primario obiettivo del nostro operato. Un grazie particolare va quindi a loro, il nostro futuro, e a tutto il personale docente ed ausiliario che porta avanti le attività in quella che è una delle istituzioni scolastiche più storiche del nostro territorio.”.
In questo difficile 2020 per tutto il sistema economico e sociale, compreso il mondo educativo e scolastico, arriva un’inaspettata bellissima notizia per l’Asilo Infantile Centro di Rivoli: la Civica Benemerenza per i suoi 170 anni di storia. 170 anni dove i bambini sono sempre stati il cuore pulsante di tutte le azioni intraprese dalla storica istituzione rivolese. Alcuni cenni storici sono doverosi. L’Asilo venne ufficialmente aperto il 1° dicembre 1850 durante il Regno di Vittorio Emanuele II e venne eretto in Ente Morale, con regio decreto, in data 1° agosto 1852. Lo Statuto organico a cui l’Asilo si attiene ancora oggi, in gran parte, fu approvato con Decreto del Regno d’Italia del 5 maggio 1895, firmato da Umberto I, re d’Italia, e Francesco Crispi, primo ministro. L’articolo 2 dello Statuto originario citava: .
“questa Società ha per primario oggetto di surrogare in gran parte nel grave peso della prima educazione dei loro figli il bracciante, l’artigiano, la vedova bisognosa ed altri tali, ..., ai quali appena tempo rimane di provvedere a sé ed alla famiglia il necessario vitto, anzi che di poter adoperarsi per educare la loro tenera prole. ... è intendimento della Società di togliere molte innocenti creature all’ abbandono ed ai vizi del pauperismo, innalzandole alla dignità d’uomo coi principi della religione e della civiltà, ed avvezzando quelle vergini menti, sin dai primi passi nella vita, all’ osservanza del dovere, all’ ordine, al lavoro, insomma di procurare ... una conveniente educazione religiosa, morale, intellettuale e fisica”.

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!-- Rivoli | Lavoro di ricerca della classe 4^A della scuola primaria "C.Freinet" di Cascine Vica - docente Arras Massimo -->